Il Progetto

Zolla è uno spazio immaginato per rivendicare e praticare una ruralità contemporanea.

“TIPICO”… A SÒRETA!

Zolla:

<p>uno spazio immaginato per <strong>RIVENDICARE</strong> e <strong>PRATICARE</strong>.</p>

Rivendicare

La dignità culturale e sociale della periferia globale.

<p>Si sprecano le opinioni “mainstream” su quanto i giovani siano disorientati, disorganizzati (collettivamente) e a volte inetti e pigri ma, allo stesso tempo, costituiscano l’unica speranza che abbiamo per il futuro.</p>
<p>Così le zone rurali del Paese — e d’Europa — sono il soggetto preferito di una narrazione che, come un pendolo, oscilla tra i soliti due “momenti” di stasi: quanto inquinano la zootecnia e l’agricoltura intensive il primo, quanto sono belle le gite fuori porta e quanto sono buoni i prodotti “tipici” il secondo.</p>
<p><strong>Ecco: “TIPICO” è la parola che, a seconda dei casi, uccide o nobilita la nostra ruralità. Il pensiero “tipizzante” è ciò che uccide la fiducia nei giovani e nel futuro.</strong></p>
<p>Zolla è uno spazio nato per scommessa. Una dozzina di giovani “di provincia”, partecipanti al Servizio Civile Nazionale, decidono di fare propria una follia: <strong>rivendicare, dal basso, la dignità culturale e sociale della periferia globale e delle nuove generazioni.</strong></p>
<p>E allora noi ci proviamo: apriamo uno spazio, diamo un megafono a tutti quanti si sentono “diversamente tipici”. La prima copertina di Zolla, di Jacopo Granieri, è un esplicito richiamo e omaggio alla mitica “Tank Girl”: personaggio iconoclasta, provocatorio e anticonformista, nato negli anni Ottanta per schiacciare narrazioni settarie, stereotipi e pregiudizi… col carrarmato!</p>

Praticare

Una rete rurale, giovanile, virtuale e non.

<p>Vogliamo scommettere sulla partecipazione attiva di soggetti, istituzioni e reti operanti nella e per la ruralità.</p>
<p><strong>Vediamo la provincia come lo spazio naturale per la sperimentazione di nuove prospettive e modalità, a partire dalla capacità dei giovani di progettare, raccontare e rappresentare, fino alla possibilità di stimolare una nuova “necessità politica”.</strong></p>
<p>Nel concreto, Zolla vuole mescolare ruralità e gioventù in un cocktail fresco e gradevole che, tra il serio e l’intrattenimento, tra territori e paesaggi umani, tra formazione e scambio esperienziale, diventi una grande, ramificata rete: <strong>VIRTUALE E NON.</strong></p>